sabato 7 aprile 2012

Frammenti




di Francesca Saieva

photo by Maria Venere Licciardi

Da un vetro opaco risonanze corporee sdoppiano lo sguardo a lungo immobile… ma ecco fiotti d'acqua su parole nuove, come graffi di uno stesso linguaggio. Nel sentire, "là dove tu non sei", l'inizio della scrittura (Barthes). Non più simmetria di forme “in questo mare disteso nudo, caldissimo” (Hikmet), ma tra le onde “die sensualische Sprache” (Boehme) attende al risveglio; nello spazio bianco solo due punti di coscienza (Sanguineti), acqua e fuoco, inconciliabili verità, “là dove la terra è priva di ogni sentiero” (Heidegger).



Unheimliche, perturbante per ciò che non è ancora. Quasi che “l'oscurità di ciò che è informe” (Lévinas) si mostri Armonia. Eros e Thanatos, pulsioni nel 'disimpasto' (Freud), infrangono “ogni specchio degli specchi” (Eluard). Tintinnìo di cristalli su di un letto, quando leggevi di Artemide, e le speranze del tempo andavano incontro all' 'eterno'. In fondo, ormai lo sai bene, “la rugiada cala più alta quanto più la notte è silente” (Lacrime di Nietzsche).


1 commento:

  1. La notte "silente" sembra non finire mai! Perché?

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