lunedì 26 gennaio 2026

Moralia 11


 di Enzo Barone


In Sicilia amiamo parecchio raccontare. Raccontarci le vecchie storie del nostro passato, quelle del passato familiare o amicale, gli accadimenti piccoli o grandi appena avvenuti, sovente trasfigurati in una coloritura epica, enfatica o talvolta fanfaronesca. Spesso – nei paesi soprattutto -  si rievocano cento e cento volte fatti di un passato recente o remoto divenuto quasi subito mitico, dove si perdona volentieri il tono sfacciatamente iperbolico e smargiasso di chi narra perché esso tutto sovrasta il vibrante clima immaginifico, l’empito poetico e creativo di cui si anima da solo il racconto, così che le cose appaiono circonfuse dalla nebbia dai contorni incerti senza tempo o spazio che definiscano le cose.

Questa dev’essere stata probabilmente la genesi della mitologia, di quella greca in particolare.

Ieri pensavo di raccontare ad esempio una certa cosa ai miei genitori ultra nonagenari, ma poi ho pensato che alla loro ragguardevolissima età forse non avrebbero sentito non cogliendo bene il nocciolo del racconto. Ho rinunciato a raccontare. Mi sono detto che in fondo quella piccola cosa successa rimaneva sempre là, intatta col suo significato nella mia coscienza. Poi immediatamente mi sono tristemente reso conto che non era proprio così. Quando da noi la gente racconta trasfigurando il narrato, in modo da far apparire qualunque avvenimento degno di essere stato raccontato, ma ancor di più vissuto, ha trasformato in mito la vita corrente, ha eternato il quotidiano.

E ancora, andando ancora oltre, un fatto in sé non ha consistenza, non esiste nemmeno se non quando è narrato o rappresentato. Ecco, usando il lessico della cinematografia, mi pare che la narrazione, la rappresentazione siano la vera realtà mentre la realtà quotidiana sia invece il suo pallido, confuso trattamento, una incerta disseminazione di oggetti e principi, a volte significanti oppure del tutto privi di significato buttati lì alla rinfusa da un Dio burlone e capriccioso. E che un bravo sceneggiatore o un chiacchierone da barberia può efficacemente organizzare per dar loro una parvenza di esistenza.


1 commento:

  1. I fatti esistono per mezzo delle voci umane che li "riproducono" attraverso il racconto. E anche l'episodio più banale può colorarsi di pennellate di vita vissuta. Bella riflessione.

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