domenica 16 febbraio 2020

I Calandra & Calandra emozionano con "Nun viu l'ura"

Il breve programma televisivo "Stupor Mundi" (TVM Palermo), che valorizza e promuove le produzioni in lingua siciliana, in questa sua ultima puntata presenta la recente produzione dei Calandra & Calandra, con la quale festeggiano i loro dieci anni di carriera, la serenata "Nun viu l'ura", in un bellissimo corto con regia di Baldo Messina. Musica e immagini di alta qualità che hanno la capacità di affascinare e suscitare emozioni nella nostra lingua regionale.

venerdì 7 febbraio 2020

"ANTUDO", in scena a Catania il grido di autodeterminazione di un Popolo

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Ieri sera, 6 febbraio, al Teatro del Canovaccio di Catania ha esordito con successo lo spettacolo "ANTUDO - Il coraggio sia il tuo signore", della regista catanese Eliana Silvia Esposito. 

Ma cosa significa 'ANTUDO'? «Secondo lo studioso Santi Correnti - spiega la regista - 'ANTUDO' sarebbe la parola d’ordine segreta adottata dai congiurati siciliani, come segno di riconoscimento, durante la rivolta del Vespro nel 1282. Il termine, che secondo il noto storico sarebbe l’acronimo di ANimus TUus DOminus (Il coraggio è il tuo signore), sarebbe stato adottato in tutte le successive rivolte dell’isola e da tutti i partiti e movimenti separatisti e indipendentisti. ANTUDO è il grido che avrebbe accompagnato anche il MIS (Movimento Indipendentista Siciliano) e l’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) durante le battaglie che portarono il 15 maggio del 1946 al decreto legislativo (promulgato dal re Umberto II) che riconosceva alla Sicilia uno Statuto Speciale di Autonomia. In realtà le origini del termine non sono certe, anzi sull’argomento ci sono accese discussioni in atto; secondo altri, per esempio, il termine indicherebbe il patto d’intesa tra i siciliani, ma al di là del suo vero significato, al di là del fatto che possa trattarsi di leggenda o di verità o di errore, la cosa realmente intrigante è osservare come questa parola si sia fatta largo in questi anni nella nostra lingua come se fosse dotata di vita propria, come se muovesse delle energie che partono dalle viscere della terra fino ad arrivare al cielo, come se fosse stata creata per infondere coraggio e unione. Quello che conta è ciò che questa parola rappresenta oggi, è il significato che ha assunto, sono le emozioni che suscita, la fierezza che risveglia.

martedì 10 dicembre 2019

La Bella Profumiera





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   di Enzo Barone

I fatti risalgono a qualche decennio fa. Ero giovane, idealista, integro. Vivevo altrove, molto lontano. Sapevo poco della vita e dei suoi mercimoni.
Ecco, c’era una donna, che nel mare turchese di luglio aveva nuotato per un bel tratto di buona lena e adesso era per raggiungere la boa che divide lo spazio sicuro del vociare dei ragazzi, della spuma che si rinfrange placida sulla battigia dal mare aperto.

martedì 3 dicembre 2019

Storia di Sicilia "dimenticata"

"Stupor Mundi", il programma in lingua siciliana che viene trasmesso da TVM Palermo sul digitale terrestre, ha dedicato la scorsa puntata di venerdì 29 novembre alla storia istituzionale e politica della Sicilia, proponendo alcune "pillole" (ri)prese durante la presentazione del libro del prof. Massimo Costa, intitolato "Storia Istituzionale e Politica della Sicilia", presso l'Archivio di Stato di Catania lo scorso 15 novembre. Buona visione.


sabato 26 ottobre 2019

Kurdistan, lo Stato che non c'é



di Valentina Sechi

Negli ultimi giorni, l’attenzione del mondo si è volta verso un popolo con una storia lunga e complessa fatta di guerre e tradimenti, speranza e voglia di riscatto: i Curdi.
Si tratta di un popolo formato da gruppi nazionali di origine medio orientale a maggioranza musulmana sunnita con visione dell’Islam progressista e tollerante composto da 30-45 milioni di persone dislocato tra Siria, Iran, Iraq, Armenia e soprattutto Turchia (di quest’ultima i Curdi costituiscono il 20% della popolazione totale ma vivono isolati nelle baraccopoli di periferia in condizioni di degrado) che rivendica una propria identità e chiede autonomia politica e culturale.

venerdì 18 ottobre 2019

Domani 19 ottobre sit in per il 75° della Strage del Pane



Domani, 19 ottobre, ricorre il 75° anniversario della cosiddetta "Strage del Pane". Il tragico evento sarà ricordato dal Comitato Vespro 2019 con un sit-in nel corso del quale ci saranno momenti artistici con la declamazione di poesie e di cunti sulla strage, la prima dell'Italia post-fascista.

Gli organizzatori hanno diramato il seguente "manifesto", tanto in lingua italiana, quanto in lingua siciliana:

LA STRAGE DEL PANE
Il 19 Ottobre 1944, intorno a mezzogiorno, una folla di palermitani disperati si raccoglie a piazza Pretoria e si mette in marcia verso la sede della prefettura, alloggiata al Palazzo Comitini di via Maqueda. Si forma un irrequieto corteo di lavoratori, studenti, disoccupati, senzacasa, esasperati da quattro anni di guerra, impoveriti dalla crisi economica, rovinati dai bombardamenti angloamericani; quella folla chiede pane, casa, lavoro. Dalle stanze di Palazzo Comitini il viceprefetto telefona alla caserma Scianna per chiedere aiuto all'Esercito.

martedì 8 ottobre 2019

Remembering Guido


di Guido Monte

non vado
alla finestra
mentre il buio
copre tutto.
esiste un fuori
che non so.
che stento
a riconoscere.
qualcosa
a poco a poco
si spegne
in me.
forse esistono
anche gli altri.
che vagano
stancamente.
come te e me,
e saremo
anche noi
dimenticati.

venerdì 13 settembre 2019

Ho un amore



di Daniela Palumbo

Ho un amore
nuovo come la sera 
antico come l'alba,
un istante di luce
chiuso come chiusa è la strada.
Ho un amore 
silenzioso e sconfinato
un cielo in attesa
senza tempo per attendere
un amore
senza più fiato per battere
ho un amore pieno di vita. 
Ho questo mio amore 
che non conosco
che non mi riconosce
un amore che mi smentisce 
che mi affoga 
nei miei stessi respiri
che mi fa cambiare voce.
Ho un amore
che non conosce perdono
come la notte non perdona l'alba 
come ogni nuova fine
senza una vera fuga 
senza promesse di riposo,
sorpresa a farsi creare di nuovo.
E ancora. 

mercoledì 11 settembre 2019

Ci sono momenti


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di Silvia Dello Russo

Ci sono momenti in cui fa male
L aria insolita della verità
Ci sono momenti in cui le convinzioni ci stancano
I sogni ci abbandonano
E siamo spaventati come bambini
Sono momenti che segnano il passo della liberazione
Momenti reali
Di un tozzo di pane sulla tavola di legno e un bicchiere di vino
Momenti di stanchezza
Di umanità
Dove persino avere paura
Fa sentire la gioia dell’esser ancora vivi

domenica 8 settembre 2019

Piovi salmodiante settembre



 di Enzo Barone


Piovi salmodiante settembre
azzurro che sciattamente ti dissolvi
come bellezza d’improvviso sfatta;
piovi fragoroso, sfrigoli sfrangi e sconquassi
la crettosa argilla e greve la polvere d’agosto,
e composto il cielo del nostro tempo inerte:
in forma d’affanno d’aria che mai non muta
immagine compiuta di pensiero assorto
che nome hai estate.

Piovi settembre salmodiando
il rimpianto scialbo per i morsi dell’abbaglio meridiano,
per i rimbalzi del torpido barbaglio sull’onda sonora,
per la carezza dell’ombra che ristora,
d’ora in ora
per l’ansia sfrigolante di cicale
che vorace il giorno sgrana
a tocco a tocco.

Piovi ruvido scirocco,
ora tintinno mesto
ora ricordo lesto
di un segno antico,
di tristezza che s’invera,
dell’occhio sospeso della sera;
brucia intera la sete di luce nuova,
la sorda cura che non si spegne
e dura.



sabato 31 agosto 2019

Il sacrificio dei Camiciotti e le 5 Giornate di Messina: storia dimenticata




    Il Comitato Vespro 2019 organizza per sabato 7 settembre, a Messina, (concentramento ore 17:00 in Largo Seggiola) una manifestazione con il duplice scopo di far riscoprire ai messinesi - e ai siciliani tutti - importanti pezzi della propria storia, caduta in oblio, e di far risvegliare il sentimento di libertà ed autodeterminazione.

mercoledì 14 agosto 2019

Una lirica



di Andrea Castrovinci Zenna

L’umanità questa che aggirasi
per strada e chiede (soffre?)
qualche moneta, o sigarette “Un caffè!”
Ancora venti me ne devi”.
E qualche cosa biascica
si lamenta
tra i denti marci, ma alla fine
prende gli spicci e infastidita “Vai
però fuori Maria a bere, vai fuori!”
Tiranno picchia in strada il caldo e stracca.
Torna Maria e sdentatamente chiede
alla brioscina immersa nel pistacchio
un morso
E no,” si sbroda e ciancia la cliente
Maria vai fuori, fuori!”
Sfibra autocratica nel sole estate. 

E quella indiana – o bangladina, turca,
quel che è – le si spegne tutto, salta
la luce, telecamere
di sorveglianza cieche
e i tre, quattro ubriaconi soliti
alcolici si accennano, annuiscono
la frutta è lì, non c’è
quell’Ivan (mancu u nome è u suo) che guardi
per poco
non si sdirrubba appresso ai vini
inscaffalati anche per loro ladri
in un fragore di risate e tagli
e pianti dei bambini.


martedì 13 agosto 2019

Arancino/u oppure Arancina? Una nuova prospettiva per risolvere il dilemma

                   
Attestazione dei lemmi "arancinu" e "aranciteddu" in alcuni dizionari siciliani del XVIII e XIX secolo
Se il nome di questa prelibatezza è stato coniato originariamente in lingua italiana e significa "piccola arancia", allora in italiano è corretto dire "arancina". Infatti in italiano il frutto dell'arancia è femminile mentre in siciliano è maschile. Se, invece, il nome originariamente è nato in lingua siciliana, allora non vuol dire piccola arancia perché in siciliano piccola arancia si dice "aranciteddu" e non "arancinu" né "arancina". Piuttosto in siciliano questo termine è un aggettivo e vuol dire "dorato". Quindi, se il nome è nato in lingua siciliana, trattasi di aggettivo sostantivato, appioppato alla prelibatezza in virtù della doratura della sua parte esterna, ottenuta tramite il processo di frittura. In questo caso, entrambe le versioni possono considerarsi corrette essendosi originate quella al femminile dall'accostamento a un nome femminile (probabilmente "badda", "badda arancina" = "palla dorata") e quella maschile dall'accostamento a un nome maschile; entrambi i nomi, per abbreviare, sono poi scomparsi ed è rimasto l'aggettivo usato come sostantivo per identificare la leccornia in questione. Ma dato che questa pietanza è stata inventata probabilmente nel secolo XIX, non è da escludere l'origine italiana del termine.

Fonso Genchi 
(Presidente dell'Accademia della Lingua Siciliana)

                           

giovedì 8 agosto 2019

Risvegli


di Daniela Palumbo

Qui sulla sabbia 
nulla si imprime 
o si disegna eppure 
riconosco il tuo piede.

E sono qui 
cammino 
dentro la tua orma 
e non ti chiedo 
né tu mi domandi.

L'orizzonte è distante 
lontano 
ma si distende 
fino a raggiungerci 
lungo questa schiuma.

E ad ogni passo 
con te
li sento pungere sotto la pelle, 
questi granelli d'infinito.