lunedì 26 gennaio 2026

Moralia 11


 di Enzo Barone


In Sicilia amiamo parecchio raccontare. Raccontarci le vecchie storie del nostro passato, quelle del passato familiare o amicale, gli accadimenti piccoli o grandi appena avvenuti, sovente trasfigurati in una coloritura epica, enfatica o talvolta fanfaronesca. Spesso – nei paesi soprattutto -  si rievocano cento e cento volte fatti di un passato recente o remoto divenuto quasi subito mitico, dove si perdona volentieri il tono sfacciatamente iperbolico e smargiasso di chi narra perché esso tutto sovrasta il vibrante clima immaginifico, l’empito poetico e creativo di cui si anima da solo il racconto, così che le cose appaiono circonfuse dalla nebbia dai contorni incerti senza tempo o spazio che definiscano le cose.

Riconciliazione


 

di Daniela Palumbo


In assenza di vento

di nuovo sento il respiro.

Persino il tuo,

segretamente amico.

Mi appoggio

con gli occhi soltanto 

a quel fusto immobile

che non ha vinto, la furia.


S'è placato il vento,

basta il mio soffio per generare vita -

magnificat, anima mia.

Resto,

silenziosa,

lo sguardo fermo sui caduti

giovedì 22 gennaio 2026

Appunti per una eziologia dello scempio

di Gero Gaetani


Tralasciando altri possibili significati, derivanti da altrettante etimologie, intendo

soffermarmi sull’area semantica che identifica la parola “scempio” con ‘rovina,

deturpazione, specialmente di ciò che possiede un valore particolare’ (Zingarelli).

mercoledì 21 gennaio 2026

Resistenza



di Daniela Palumbo

A festa finita 
cercare 
sui balconi di fronte casa
altre luci 
che restano.
Resistenti.

E in quell'alveare confuso
riconoscere una qualche 
specie simile.
E chiamarla compagno

 

mercoledì 7 gennaio 2026

Quando

di Daniela Palumbo


 Non so dove andrai 

dopo di me

né quando smetteranno di abitarti

i miei ricordi.


Qualcosa di noi forse 

resterà nei sentieri 

come la terra nascosta dietro il muschio e il suo velluto,

l'ombra a nutrirla.

Il treno


 di Daniela Palumbo

Se fossi un treno potrei 

tornare indietro, alla prima stazione.

E da lì ripartire 

sfiorando di corsa cieli dimezzati

e gallerie oscure.


Su ogni vagone i passeggeri

stenderebbero le gambe, 

la mano su una guancia,

guardando fuori fino ad addormentarsi.


Saprei che nulla dura più di un viaggio

mercoledì 31 dicembre 2025

Futuro

 



di Daniela Palumbo


Lasciatemi sedere

quando è sera

su questo fondo di paglia 

sfilacciata -

i pochi nodi tenuti

malamente -

e che a stento non si rompe.


Lasciate che mi fermi

per altro tempo

quando le luci si ritirano

qui dove le cose esistono 

senza vivere ancora.

Le cose che non voglio

tradire.



sabato 20 dicembre 2025

Natale

 



di Daniela Palumbo


La strada è muta

così mute 

sono le foglie 

nate morte

su questo braccio

di legno finto.


E continuano a morire.

sabato 6 dicembre 2025

Ritratto

di Daniela Palumbo


Dimmi,

sei tu?

Dietro le ombre

dense e scure

che scavano gli occhi.


È buio già, 

lo vedi,

è di nuovo inverno.


Prova a spostare i capelli -

come gramigna 

sono cresciuti sui campi -

che io possa vederti,

sentiero nella selva.


Borse pesanti 

come palpebre 

se ti muovi appena

si svuotano 

di pietre nascoste.

O di foglie secche

soltanto...


Se sorridi forse

ti riconosco.


 

Notte che non dormi

 


di Igea Arnao


Notte che non dormi

e sorridi alle stelle
chiama l'amato mio
confuso fra la gente
Digli che aspetto sempre
digli che non è finita
Insieme nel ricordo...
... Ultima partita...

lunedì 27 ottobre 2025

La neve

 


di Daniela Palumbo


Ecco il treno si è fermato

alla stazione di Poitiers.

Poco spazio per raccogliere

le borse, la sciarpa

i pensieri.


È solo qualche giorno

che sono via

non troppo lontano da qui

sembra ieri

- devo scendere adesso? davvero?


Ma è venuta giù tanta

troppa neve

in questo tempo

e non riconosco le vie

i tetti cadenti

gli occhi delle case.

Né le strade che pure

ho percorso

che se parlassero

adesso

non ne saprei la voce.

martedì 21 ottobre 2025

Il viaggiatore

 


di Salvo Barone


Viaggiò per paesi molto lontani

Percorse strade sconosciute

Mentre i suoi passi affannosi

Rincorrevano ciò che si trova

Non fuori dagli occhi ma dentro

Giorno dopo giorno più stanco

Quasi al punto di abbandonare

S'imbatté nella celeste visione

Di uno specchio d'acqua candida

Dove il riflesso si frantumava

In mille riverberi scintillanti

Come foglie che galleggiano

E nello specchiarsi comprese

Che non si era mai allontanato

O forse era andato così lontano

Da essere tornato alla partenza

 

domenica 12 ottobre 2025

Senza titolo

 


di Daniela Palumbo


È così dolce 

arrendersi.

Come il pescatore alle onde che battono i fianchi.

Come il cervo al lungo braccio teso contro.

Come le nuvole al cielo che

senza tenerle, le lascia scorrere.

E lentamente, le trasforma.

giovedì 18 settembre 2025

Ramo di luce



 di Daniela Palumbo

Sulle pareti
denudate
di tele e cose antiche ormai
scoprire 
il segno di vecchie cornici.

Che sì, credevi 
larghe abbastanza 
da trattenere 
le foglie cadute giù
col vento
fin dentro i muri di casa.

Ma viene già 
lo vedi? 
il nuovo ramo di luce,
è luna nascente.
Tralcio forte e leggero
si posa lì.
A disegnare fiori sui bordi.