
di Gero Gaetani
Tralasciando
altri possibili significati, derivanti da altrettante etimologie, intendo
soffermarmi
sull’area semantica che identifica la parola “scempio” con ‘rovina,
deturpazione,
specialmente di ciò che possiede un valore particolare’ (Zingarelli).
Seguendo
tale significato, si potrebbe intendere con scempio un’azione o un complesso di
comportamenti
tesi a distruggere qualcosa ritenuta importante nella sua particolarità. Se
così è,
la forma più alta di scempio consisterebbe nel sacrilegio, l’offesa di ciò che
è sacro.
Offesa
a Dio, diretta o tramite l’oltraggio di ciò che gli è consacrato o dedicato,
che è poi
violenza
contro l’uomo-umanità in quanto immagine di Dio, nel Cristianesimo. La
sacralità,
sentita
come particolarità dell’esistenza umana, ambito di relazione di Dio con l’uomo
(e
viceversa)
nella tradizione monoteista, esiste in ogni credenza religiosa ed in tutte
tende a
contrapporsi
al profano, al secolare, all’ordinario corso del mondo, per imprimere un senso
alla
vita.