Conserverò l'ultima sigaretta
PAlingenesi
Spazio per mettere in circolo idee, discussioni, opinioni, prodotti letterari, riflessioni a voce alta riguardo alla cultura e alla storia contemporanea. Con un fortissimo richiamo alla realtà della città di Palermo.
martedì 24 febbraio 2026
L'ultima sigaretta
domenica 22 febbraio 2026
Nasce il CLIRD: le lingue storiche d’Italia fanno fronte comune. L’Accademia della Lingua Siciliana tra i protagonisti.

Ieri, nella Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta dall’UNESCO e celebrata in tutto il mondo, è nato ufficialmente il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (CLIRD). Per la prima volta, le otto lingue storiche italiane escluse dalla legge 482/1999 (l’unica che tutela le lingue minoritarie) – emiliano, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano e veneto – si presentano unite sotto un’unica sigla, con un progetto condiviso e una visione comune.
Tra i membri fondatori spicca l’Accademia della Lingua Siciliana, designata dall’AUCLIS – Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana – a rappresentarla. L’Accademia, attiva nella ricerca e promozione del siciliano, riunisce studiosi, autori e operatori culturali impegnati nella tutela del patrimonio linguistico regionale.
martedì 17 febbraio 2026
"Si raccunta": il podcast che dà vita ai racconti popolari siciliani
Un progetto nato per custodire e rivitalizzare la memoria orale dell’Isola e già capace di conquistare oltre 1.000 ascolti in pochi mesi. “Si raccunta”, il podcast dedicato alle fiabe, alle novelle e ai racconti popolari siciliani, sta rapidamente diventando un punto di riferimento per chi desidera riscoprire il patrimonio narrativo siciliano e, in particolare, quello raccolto da Giuseppe Pitrè, padre della scienza folclorica italiana. Pubblicato nell’ottobre 2025, il podcast propone una selezione di storie ispirate alla monumentale opera pitreiana, reinterpretate con un linguaggio contemporaneo ma senza tradire l’anima originaria dei racconti tramandati per secoli nelle strade, nei cortili e nelle piazze della Sicilia.
domenica 15 febbraio 2026
Buoni ricordi
di Daniela Palumbo
E ti sorprenderà forse
sapere che solo rimane
tenace dondolante dentro la memoria
il gesto che avevi
di alzarti dalla tavola, a pasto finito
e senza chiedere avvicinarti a fianco a me
col canovaccio in mano.
Così mi sorprende scoprire
che lì resteranno,
limpidi di acqua fresca
a gocciolare,
i buoni ricordi.
giovedì 12 febbraio 2026
Moralia 12
di Enzo Barone
Da qualche tempo, come sanno gli appassionati di calcio, le decisioni arbitrali sono sottoposte al vaglio del Var (Video Assistant Referee), una revisione di alcune azioni di gioco – lo dico per i profani – che, in ausilio dell’arbitro in campo, permette ad alcuni arbitri seduti davanti a dei monitor dentro ad una stanzetta di rivedere e valutare meglio episodi che potrebbero determinare sanzioni arbitrali di vario genere.
lunedì 9 febbraio 2026
Procopio, il genio siciliano che portò il gelato nel mondo: da Palermo alla Francia del Re Sole
di Fonso Genchi
Dalla neve dell’Etna alle luci parigine: la storia del palermitano che inventò il gelato moderno e fondò il primo caffè d’Europa. Un talento tutto siciliano, fatto di ingegno, coraggio e arte del gusto.
La Sicilia del Seicento non smette mai di sorprendere. Tra le sue pieghe più luminose c’è la storia di Francesco Procopio Cutò, nato a Palermo esattamente 375 anni fa, il 9 febbraio del 1651, e destinato a diventare uno dei più grandi innovatori della gastronomia europea. Le notizie sulla sua giovinezza sono poche, ma un documento della chiesa di Sant’Ippolito, nel quartiere Capo di Palermo, ne certifica il battesimo il giorno dopo la nascita, figlio di Onofrio Cutò e Domenica Semarqua. Un'altra versione lo vuole nativo di Aci Trezza, figlio naturale di un Platamone, i principi di Cutò, una delle famiglie più illustri della Catania barocca; ma non ci sono documenti a supporto di questa tesi.
sabato 7 febbraio 2026
Micio Tempio, il poeta che fece parlare la Sicilia senza veli
Nel panorama letterario siciliano tra Sette e Ottocento, poche figure risultano luminose, scandalose e modernissime allo stesso tempo come Domenico “Micio” Tempio (22 agosto 1750 – 4 febbraio 1821). A poco più di due secoli dalla sua morte, la sua voce continua a sorprendere per libertà, ironia e potenza linguistica: un autore che non si è mai piegato ai moralismi del suo tempo e che ha usato la lingua siciliana per raccontare il mondo senza filtri.Nato a Catania, da Giuseppe (mercante di legna) e Apollonia Arcidiacono, Tempio si formò sui classici latini e italiani e usò il siciliano come strumento di satira politica, di denuncia sociale e di libertà erotica, anticipando temi che la letteratura italiana avrebbe affrontato solo molto più tardi.
martedì 3 febbraio 2026
Amanti
di Daniela Palumbo
Non disturbate
il sonno degli amanti,
lucido come cera sui pavimenti
delle case d'un tempo,
camminate piano.
Stanno sognando
luci di pioggia sui marciapiedi
e nei cortili
dove ancora giocano bambini;
uno costruisce rifugi
per salvare notti senza luna...
Si sveglieranno
un giorno,
vivranno di altra vita
nei corpi persi tra bianche lenzuola.
sabato 31 gennaio 2026
Esprimersi in poesia
di Daniela Palumbo
Esprimersi in poesia, o attraverso la poesia, è un modo per conoscere se stessi? Conoscersi come neppure la psicologia, le scienze umane potrebbero indurre a fare? Poiché, inversamente, disconoscere se stessi potrebbe coincidere con la tendenza ad assumere ciò che altri per conto nostro (e talora a nostra insaputa) presumono come "vero", a un livello definito "inconscio". Traumi, reali o presunti, e ossessioni di vario genere sono quasi sempre indicati come spazi vuoti e fallaci, cui mi piace associare l'immagine delle pietre d'inciampo, non so bene perché. A questi viene attribuita la "colpa", o nel migliore dei casi la "responsabilità" (nel peggiore, associata al sentimento della "vergogna"); ad essi si fa risalire l'origine del mancato épanouissement - nel senso simbolico di "fioritura", crescita piena, completa.
lunedì 26 gennaio 2026
Moralia 11
di Enzo Barone
In Sicilia amiamo parecchio raccontare. Raccontarci le vecchie storie del nostro passato, quelle del passato familiare o amicale, gli accadimenti piccoli o grandi appena avvenuti, sovente trasfigurati in una coloritura epica, enfatica o talvolta fanfaronesca. Spesso – nei paesi soprattutto - si rievocano cento e cento volte fatti di un passato recente o remoto divenuto quasi subito mitico, dove si perdona volentieri il tono sfacciatamente iperbolico e smargiasso di chi narra perché tutto sovrasta il vibrante clima immaginifico, l’empito poetico e creativo di cui si anima da solo il racconto, così che le cose appaiono circonfuse dalla nebbia dai contorni incerti senza tempo o spazio che definiscano le cose.
Riconciliazione
di Daniela Palumbo
In assenza di vento
di nuovo sento il respiro.
Persino il tuo,
segretamente amico.
Mi appoggio
con gli occhi soltanto
a quel fusto immobile
che non ha vinto, la furia.
S'è placato il vento,
basta il mio soffio per generare vita -
magnificat, anima mia.
Resto,
silenziosa,
lo sguardo fermo sui caduti
giovedì 22 gennaio 2026
Appunti per una eziologia dello scempio
di Gero Gaetani
Tralasciando altri possibili
significati, derivanti da altrettante etimologie, intendo
soffermarmi sull’area semantica che
identifica la parola “scempio” con ‘rovina,
deturpazione, specialmente di ciò che possiede un valore particolare’ (Zingarelli).
mercoledì 21 gennaio 2026
Resistenza
mercoledì 7 gennaio 2026
Quando
di Daniela Palumbo
Non so dove andrai
dopo di me
né quando smetteranno di abitarti
i miei ricordi.
Qualcosa di noi forse
resterà nei sentieri
come la terra nascosta dietro il muschio e il suo velluto,
l'ombra a nutrirla.











