di Enzo Barone
Il mondo è avviato inesorabilmente verso una nuova era, l’era del transumanesimo. Per me è una certezza quasi apodittica. La Biennale d’arte di Venezia 2022 coltivava con voluta ambiguità, e in parecchie sue opere, questa idea.
Spazio per mettere in circolo idee, discussioni, opinioni, prodotti letterari, riflessioni a voce alta riguardo alla cultura e alla storia contemporanea. Con un fortissimo richiamo alla realtà della città di Palermo.
Il mondo è avviato inesorabilmente verso una nuova era, l’era del transumanesimo. Per me è una certezza quasi apodittica. La Biennale d’arte di Venezia 2022 coltivava con voluta ambiguità, e in parecchie sue opere, questa idea.
di Daniela Palumbo
"che Dio perdona a tutti" è il titolo di questo film di Pif all'apparenza leggero, dove sensualità e gola si uniscono in un connubio già noto alle pellicole cinematografiche di vario genere, e il tutto viene sublimato in una sfera pseudo religiosa che sfiora appena la dimensione autenticamente spirituale.
di Gero Gaetani
Chiusi gli orizzonti, vivono i ricordi.
Voci nette si stagliano, contrastano
cariche la garrula d’intorno
e percuotono il cammino.
Raggiungere la vetta
incontaminata
della solitudine, e da lì
immaginare l’autentico.
In questo esercizio,
quel che rimane della felicità.
di Francesca Saieva
Cos'è realmente un'echo chamber? Di certo, se lo è chiesto anche Bernando Bertolucci, quando, nel 2018, decide di scrivere, con la collaborazione di Ilaria Bernardini e di Ludovica Rampoldi, la sua ultima sceneggiatura. Progetto rimasto incompiuto (a causa della malattia e della morte del regista) fino al 2026.
di Daniela Palumbo
Non è l'alba, il vero.
Questa luce in fasce
che inganna
d'un pianto senza pena.
È la notte.
La traccia scura del sentiero
che scuciva la pelle.
Ritorna.
Ricordi?
Senza un fiato diverso
più delle spine
tagliavi il dolore
Di Daniela Palumbo
Sei qui? sfogli con me
le pagine.
D'un dito invisibile
che neppure è ombra.
Solo sussurri
pensieri informi restano di te
covano sotto le braci
e sono cenere
e mai giungeranno in mare.
È arso
il filo d'erba che annoda l'anima
la tua
a quelle d'altri che pensavi affini,
ciascuno è solo su questo scampolo di vita.
Un malinteso.
di Daniela Palumbo
Non sei la fune
allacciata ai remi
stretta
all'incostanza dei venti.
Nel raggio impietoso
del giorno
nell'onda buia incolore.
Sei un filo dei miei capelli
ora tuo, tra i miei.
Scivolando lungo la schiena
resta
come labbra di neonato
attaccate alla pelle che le conduce
altrove e verso sé
la pelle che sola riconoscono
di Daniela Palumbo
Su quel muro
che il tempo non ha conservato
intatto
non scorrerà il pianto
né vedrai trasudare sorrisi.
Asciutti come pietre
giù sul selciato batteranno i passi
sempre uguali saranno respiri
che s'aprono e si chiudono
come petali che sanno
di dover morire.
di Daniela Palumbo
Ora sorride
con te
ogni angolo di cielo.
Questo cielo
gremito di luci carico
di voci antiche e sempre nuove.
Tornano come buoi
aggiogati al carro
come uccelli che fanno ritorno
nella notte
mentre Venere si specchia
nel sole che non vedi.
Ogni cosa è al suo posto
di Daniela Palumbo
Guidami lontano
da quella finestra esposta all'alba
i lunghi fili come gambe dondolanti sul vuoto.
Dalle fessure ascolteremo
il brusio delle sirene
i polsi legati e liberi gli orecchi
non è promessa e non è magia.
Raggiungimi ad ovest
là dove il raggio arriva allo sguardo
senza ferire
né dovrai sollevare il capo fino a farti male.
Sarà più dolce
coprire il letto nell'attesa di ciò
che non è stato,
con noi giacerà il sole calante.
C'è un nuovo figlio da concepire
Come candele mozze si accendono
le luci di dentro.
Consumate dal tempo
e generose
presenti
fino all'ultimo riflesso.
Così dal seno povero di latte
discende il nutrimento
e il braccio ampio spande
sui campi i pochi semi rimasti
come fosse pioggia.
Sospesa all'ultimo filo di sole
vive la mente.
di Daniela Palumbo
di Daniela Palumbo
Quanto timore.
Per quella luce in cima alla lenza
nel buio che cancella l'orizzonte.
Come nel mare orfano d'azzurro
dove il piede sfiora appena la sabbia.
Eppure
per mille notti ancora si farà terra l'acqua
e cieco il pescatore.
Tacerà il mondo.