
di Daniela Palumbo
Esprimersi in poesia, o attraverso la poesia, è un modo per conoscere se stessi? Conoscersi come neppure la psicologia, le scienze umane potrebbero indurre a fare? Poiché, inversamente, disconoscere se stessi potrebbe coincidere con la tendenza ad assumere ciò che altri per conto nostro (e talora a nostra insaputa) presumono come "vero", a un livello definito "inconscio". Traumi, reali o presunti, e ossessioni di vario genere sono quasi sempre indicati come spazi vuoti e fallaci, cui mi piace associare l'immagine delle pietre d'inciampo, non so bene perché. A questi viene attribuita la "colpa", o nel migliore dei casi la "responsabilità" (nel peggiore, associata al sentimento della "vergogna"); ad essi si fa risalire l'origine del mancato épanouissement - nel senso simbolico di "fioritura", crescita piena, completa.