giovedì 11 giugno 2026

Di dentro


 di Daniela Palumbo


Come candele mozze si accendono

le luci di dentro. 

Consumate dal tempo

e generose

presenti

fino all'ultimo riflesso.

Così dal seno povero di latte

discende il nutrimento 

e il braccio ampio spande 

sui campi i pochi semi rimasti

come fosse pioggia.


Sospesa all'ultimo filo di sole 

vive la mente.

martedì 2 giugno 2026

Libertà

di Daniela Palumbo

È un uccello nascosto
a svernare tra le foglie,
libertà.
Colori nuovi vestono le antiche nature.

Non sa 
se tornerà primavera.

venerdì 22 maggio 2026

Timore


di Daniela Palumbo 


Quanto timore.

Per quella luce in cima alla lenza

nel buio che cancella l'orizzonte.

Come nel mare orfano d'azzurro

dove il piede sfiora appena la sabbia.


Eppure

per mille notti ancora si farà terra l'acqua

e cieco il pescatore.

Tacerà il mondo.


lunedì 18 maggio 2026

Senza titolo


 di Daniela Palumbo


Le tue rughe,

solchi benigni.

Vie dell'acqua 

che la sabbia non copre

né l'afa prosciuga.

Ti vedo 

e lenta si calma la sete

e mi smarrisco

come chicco germinato

dentro le tue pieghe.

Letti angusti

dove riposa il mio sguardo

lunedì 11 maggio 2026

Let it be


 di Daniela Palumbo


Lascia che sia
diranno.
Tagliare i lembi
come un orlo troppo lungo
appeso, pendente 
sembrava stoffa è soltanto pelle
come un orlo venuto male,
lascia che sia passato
da riporre dentro un archivio
senza grazia senza via d'uscita,
pagine di vecchi volumi 
si guarderanno come specchi vuoti
dimenticati dal mondo.
Steli recisi che nessuno vorrà 
ricucire.

venerdì 1 maggio 2026

Primo maggio

 


di Daniela Palumbo


Cerco un linguaggio nuovo

dove lingue non esistono

senza punti da scavalcare

cerco una culla

di piccoli versi

come canti intonati alla luna

o come allodole all'alba

vorrei salire su per scale

di infinite ottave

passeggiarvi ogni dì

tenace

come il richiamo del muezzin

stabile come l'angelus al rintocco

e lì restare a reimparare i primi passi.

Aspettando le ali.

martedì 28 aprile 2026

L’inatteso ritorno

 


di Daniela Palumbo


Rivedere dopo tempo certi luoghi del passato, specie se in maniera imprevista, in modo del tutto casuale, può produrre un duplice effetto nella mente di chi vive "l'inatteso ritorno". 
Da un lato, l'onda impetuosa dei ricordi - ricordi di strade che si sono percorse, misurate a passi lesti o lenti, gioiosi o affaticati - riemerge e sommerge provocando quello smarrimento che chiamiamo nostalgia; dolce, il più delle volte, per quanto struggente; in qualche modo epurato da ogni traccia di sofferenza, o di semplice insoddisfazione.

domenica 19 aprile 2026

Occhi


 

di Daniela Palumbo



Occhi come calce viva

su questa terra abbandonata

che non è campo e non è isola

nuda di frutti spoglia di sale.


Occhi come spighe al vento

semi si disperdono 

lungo questa terra né campo né isola

che sogna spiagge di grano

sabato 18 aprile 2026

Undici aprile



 di Daniela Palumbo


Sonnambula nelle notti 

dei finti risvegli

proseguo il cammino.

Un passo dopo l'altro 

gli occhi bendati

lungo le mura senza più 

sentinelle.


Non vogliono sguardi nuovi

le vie che ho disegnate nella mente

curve di ardore soste di trincea

sentieri battuti.


Che importa che sia falsa luce

come di astri spenti che la morte non ha cancellato.


Da quaggiù è ancora bellissimo.

giovedì 9 aprile 2026

Sereno

 

di Daniela Palumbo


Di là dal confine 

tra ieri e il sogno
da occhi diversi vedo i miei.

Salgono dal fondo scuro
sguardi che immagino divisi coi tuoi 
come nelle soste 
col viandante si spartisce il pane.

Così raddoppia il sereno
per metà sazio di quiete diventa 
cielo terso 
teso come il lenzuolo che si tende in due.

C'erano stelle che nessuno vede



mercoledì 1 aprile 2026

La prima casa


 di Daniela Palumbo

Il concetto di fedeltà è troppo spesso associato quasi esclusivamente al rapporto di coppia, al legame coniugale, alla monogamia. Esiste una fedeltà genuina, autentica, che spinge l'essere "umano", uomo o donna che sia, a rimanere legato a qualcosa, nell'intimo e a livello inconscio: è il luogo che abbiamo abitato e che ci abita nel profondo; è la casa natale. 

sabato 28 marzo 2026

Scala vuota


 di Daniela Palumbo


Lo vedo io soltanto?

Questo profilo che dal nulla compare,

le curve del mento ancora troppo

conosciute,

più vero del vero

in questa scala vuota.


Che più di me 

e di te insieme 

conserva il ricordo 

dei giorni in cui credevo

di essere tornata per restare

sabato 21 marzo 2026

Il corpo

 


di Daniela Palumbo


Non avrà occhi

il corpo.

Saranno fuori 

accanto alla carne accesa

gli sguardi socchiusi di chi non può vedere.

Eppure 

s'innesteranno come semi piantati a forza 

e a forza trattenuti,

le braccia mosse da sorde cantilene

che crederemo di avere scelto

giovedì 19 marzo 2026

Senza titolo

 di Daniela Palumbo


Non è vuoto, il silenzio.

Odore crudo salmastro strappato a sera
a labbra immobili.

È suono di catene che si spezzano
all'infinito lasciando
ferma inchiodata l'ancora sui fondali.