di Daniela Palumbo
Non è vuoto, il silenzio.
Odore crudo salmastro strappato a sera
a labbra immobili.
È suono di catene che si spezzano
all'infinito lasciando
ferma inchiodata l'ancora sui fondali.
Spazio per mettere in circolo idee, discussioni, opinioni, prodotti letterari, riflessioni a voce alta riguardo alla cultura e alla storia contemporanea. Con un fortissimo richiamo alla realtà della città di Palermo.
di Daniela Palumbo
Non è vuoto, il silenzio.
Odore crudo salmastro strappato a sera
a labbra immobili.
È suono di catene che si spezzano
all'infinito lasciando
ferma inchiodata l'ancora sui fondali.
Ventisei anni sono pochi. Una vita racchiusa in un arco di tempo così breve è una vita spezzata, interrotta forse, ma non incapace di lasciare un segno profondo, di suscitare un crescente interesse, quando si tratta di una poetessa e donna intensa come Antonia Pozzi. Il suo nome difficilmente lo si incontra nelle antologie letterarie, non compare nei testi scolastici. Nonostante una certa attenzione cresciuta negli ultimi decenni, la figura di Antonia Pozzi rimane confinata ad un ambito relativamente ristretto, fatto di studiosi, ricercatori e pochi sinceri estimatori. Il motivo non va cercato, a mio avviso, in una presunta inconsistenza letteraria, in un modesto spessore poetico, come porterebbe a pensare un volgare senso comune, ma alberga nella particolare sensibilità che esprimono tanto l’opera quanto la vita di questa donna. Un modo di “essere” che non può trovare facile accoglienza né comprensione nel mondo. Penseremo, nel mondo degli anni Venti del secolo scorso? Sotto l’incedere violento del Fascismo? No. Nel mondo degli esseri umani.
di Daniela Palumbo
È triste il parco
nel nebuloso ronzio
esposto a luce prematura
è tela che si consuma
senza vecchiaia e senza morte.
Sfilano lungo i viali in piena
le passanti,
vedove di guerre disertate
da finti maghi e indovini.
E ancora passeranno
e non sapranno che esisti
di Daniela Palumbo
"Le sage ne rit qu'en tremblant", il saggio ride tremando, si legge nell'essai di Baudelaire "De l'essence du rire": una massima che suona tanto più rilevante e universale quanto più l'autore si adopera per rintracciarne la paternità, che pare gli sfugga.
In occasione della Giornata Internazionale ONU contro ogni forma di discriminazione, che si è celebrata, come ogni anno, ieri 1° marzo, il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (CLIRD) ha richiamato l’attenzione pubblica su una forma di discriminazione spesso sottovalutata ma che – storicamente – ha limitato una compiuta libertà di espressione dei cittadini e la naturale vitalità del patrimonio linguistico d’Italia: la discriminazione linguistica.
di Daniela Palumbo
Sono un lenzuolo asciutto
grondante d'inutili parole
steso al vento quando
la pioggia sorprende
terra e cielo senza nuvole
sono l'anima molle
che come un cane guaisce all'ora dei Vespri
quando il padrone torna dentro casa
e col suo tocco cerca
e scioglie
senza capire dove fa male.
Conserverò l'ultima sigaretta

Ieri, nella Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta dall’UNESCO e celebrata in tutto il mondo, è nato ufficialmente il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (CLIRD). Per la prima volta, le otto lingue storiche italiane escluse dalla legge 482/1999 (l’unica che tutela le lingue minoritarie) – emiliano, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano e veneto – si presentano unite sotto un’unica sigla, con un progetto condiviso e una visione comune.
Tra i membri fondatori spicca l’Accademia della Lingua Siciliana, designata dall’AUCLIS – Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana – a rappresentarla. L’Accademia, attiva nella ricerca e promozione del siciliano, riunisce studiosi, autori e operatori culturali impegnati nella tutela del patrimonio linguistico regionale.
di Daniela Palumbo
E ti sorprenderà forse
sapere che solo rimane
tenace dondolante dentro la memoria
il gesto che avevi
di alzarti dalla tavola, a pasto finito
e senza chiedere avvicinarti a fianco a me
col canovaccio in mano.
Così mi sorprende scoprire
che lì resteranno,
limpidi di acqua fresca
a gocciolare,
i buoni ricordi.
Da qualche tempo, come sanno gli appassionati di calcio, le decisioni arbitrali sono sottoposte al vaglio del Var (Video Assistant Referee), una revisione di alcune azioni di gioco – lo dico per i profani – che, in ausilio dell’arbitro in campo, permette ad alcuni arbitri seduti davanti a dei monitor dentro ad una stanzetta di rivedere e valutare meglio episodi che potrebbero determinare sanzioni arbitrali di vario genere.
di Daniela Palumbo
Non disturbate
il sonno degli amanti,
lucido come cera sui pavimenti
delle case d'un tempo,
camminate piano.
Stanno sognando
luci di pioggia sui marciapiedi
e nei cortili
dove ancora giocano bambini;
uno costruisce rifugi
per salvare notti senza luna...
Si sveglieranno
un giorno,
vivranno di altra vita
nei corpi persi tra bianche lenzuola.