di Daniela Palumbo
Conserverò l'ultima sigaretta
per il giorno in cui
percorrendo le nostre vie
ti vedrò arrivare,
non più solo,
e rallentando il passo
far bastare per due il breve spazio sul marciapiede.
E mi ricorderò
delle fiabe che inventarono
per noi
affamati d'inganni
di corpi celesti e di fate
bambine.
Aspirerò l'ultimo veleno
e vedrò andare via, col fumo
ciò che non fu e si finse vero.
Dimenticando poi di aver nascosto
nel fondo di un mobile qualunque
l'ultima sigaretta.

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