di Daniela Palumbo
Non sei la fune
allacciata ai remi
stretta
all'incostanza dei venti.
Nel raggio impietoso
del giorno
nell'onda buia incolore.
Sei un filo dei miei capelli
ora tuo, tra i miei.
Scivolando lungo la schiena
resta
come labbra di neonato
attaccate alla pelle che le conduce
altrove e verso sé
la pelle che sola riconoscono

Questo scritto è un viaggio a metà tra i remi della concava nave di Odisseo e l'oceano dei tuoi capelli di Baudelaire.
RispondiEliminaLi evoca entrambi pur restando fedele ed originale a sé stesso in un tragitto che va da pelle a pelle e da cuore a cuore.