venerdì 31 luglio 2026

La pelle



 di Daniela Palumbo


Non sei la fune

allacciata ai remi

stretta

all'incostanza dei venti.

Nel raggio impietoso

del giorno 

nell'onda buia incolore.


Sei un filo dei miei capelli

ora tuo, tra i miei.

Scivolando lungo la schiena

resta 

come labbra di neonato 

attaccate alla pelle che le conduce 

altrove e verso sé

la pelle che sola riconoscono

1 commento:

  1. Questo scritto è un viaggio a metà tra i remi della concava nave di Odisseo e l'oceano dei tuoi capelli di Baudelaire.
    Li evoca entrambi pur restando fedele ed originale a sé stesso in un tragitto che va da pelle a pelle e da cuore a cuore.

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