venerdì 31 luglio 2026

La pelle



 di Daniela Palumbo


Non sei la fune

allacciata ai remi

stretta

all'incostanza dei venti.

Nel raggio impietoso

del giorno 

nell'onda buia incolore.


Sei un filo dei miei capelli

ora tuo, tra i miei.

Scivolando lungo la schiena

resta 

come labbra di neonato 

attaccate alla pelle che le conduce 

altrove e verso sé

la pelle che sola riconoscono

giovedì 23 luglio 2026

Morte segreta



di Daniela Palumbo


Su quel muro 

che il tempo non ha conservato 

intatto

non scorrerà il pianto

né vedrai trasudare sorrisi.


Asciutti come pietre 

giù sul selciato batteranno i passi

sempre uguali saranno respiri 

che s'aprono e si chiudono

come petali che sanno

di dover morire.

Ridare la voce siciliana a Jacopo da Lentini: Gaetano Cipolla pubblica una ritraduzione dei sonetti del “notaro”


A distanza di otto secoli dalla nascita della Scuola Siciliana, Jacopo (o Giacomo) da Lentini torna idealmente a parlare nella lingua della sua terra, nella sua lingua materna: il siciliano. È questo l’obiettivo del nuovo volume “Giacomo da Lentini’s Sonnets Retranslated into Sicilian”, curato e tradotto da Gaetano Cipolla e pubblicato da qualche mese da Legas Publishing di New York. «II fatto che i poeti della Scuola Siciliana parlino toscano è una cosa non accettabile dal mio punto di vista – afferma Cipolla – Il mio progetto è stato quello di ridare a Giacomo da Lentini la lingua nativa». Il libro, di ottanta pagine, si apre con la riproduzione di una pagina manoscritta contenente l’incipit della celebre canzone Madonna, dir vo voglio, offrendo fin dalle prime pagine una suggestiva immersione nelle origini della poesia in Italia. I testi sono presentati in tre versioni: siciliano, inglese e “toscano”, consentendo al lettore di confrontare direttamente le diverse tradizioni linguistiche.

venerdì 10 luglio 2026

Questo cielo

 


di Daniela Palumbo


Ora sorride

con te 

ogni angolo di cielo.


Questo cielo

gremito di luci carico

di voci antiche e sempre nuove.


Tornano come buoi 

aggiogati al carro

come uccelli che fanno ritorno 

nella notte 

mentre Venere si specchia

nel sole che non vedi.


Ogni cosa è al suo posto