di Daniela Palumbo
Allontanati
dai vetri.
Da quella finestra esposta all'alba
da quei fili come gambe dondolanti sul vuoto.
Ascolta
dalle fessure il brusio delle sirene,
i polsi legati e liberi gli orecchi,
non è promessa e non è magia.
Raggiungimi ad ovest
là dove il raggio arriva
allo sguardo senza ferire
né dovrai sollevare il capo
fino a farti male.
Sarà più dolce
preparare il letto nell'attesa
di ciò che non è stato,
con noi giacerà il sole calante.
C'è un nuovo figlio da concepire

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